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Startup, ecco i settori su cui puntare nel 2021

Nuove opportunità per chi fa innovazione

 Nel 2020 c’è stata una brusca crescita nella domanda di servizi innovativi in settori in cui il digitale stentava a diventare la normalità. Oggi, complici il bisogno di distanziamento e le restrizioni, la rivoluzione corre veloce.

Nel 2020 oltre 1,6 miliardi di studenti hanno dovuto fare lezioni a distanza. A questi si aggiungono miliardi di lavoratori in tutto il mondo che hanno perso il lavoro e cercano nuovi strumenti e contenuti online per riposizionarsi. Senza tralasciare chi è passato da incontri in aula a corsi in livestreaming o on-demand per proseguire i propri programmi di formazione aziendale. Parallelamente, un numero crescente di docenti, coach ed esperti in diversi settori sta entrando nella “creator economy“, attraverso la produzione e offerta di contenuti formativi su diverse piattaforme. Solo negli Stati Uniti le startup EdTech hanno attirato più di $ 800 milioni di finanziamenti nella prima metà del 2020  e alcune proiezioni indicano che la dimensione di questo mercato potrebbe raggiungere $ 122 miliardi nel 2025. Non solo: a crescere è anche il comparto dell’edutainment, più coinvolgente e meno accademico. La piattaforma per imparare dalle celebrity Masterclass ha raccolto $ 100 milioni lo scorso maggio e oggi vale quasi un miliardo di dollari, così come l’ultimo fenomeno social Clubhouse. Anche qui la gente cerca un canale alternativo e stimolate per informarsi e formarsi con esperti in diversi settori, attraverso conversazioni in un contesto più selettivo, di qualità.

Telemedicina

Purtroppo i problemi sanitari che il mondo dovrà affrontare non accennano a diminuire. Non pensiamo solo al Covid, ma anche all’invecchiamento globale della popolazione e la necessità di cure tempestive e costanti per un numero crescente di persone. Fino ad ora questo settore ha esitato ad abbracciare massivamente la digitalizzazione, ma ora si è invertita la rotta. E se ci abitueremo a gestire online le nostre visite, lo faremo presto anche per gli animali domestici.

Smart working e freelance economy

Mentre il lavoro agile diventa per un numero crescente di aziende la nuova normalità, l’approccio al lavoro si fa sempre più fluido, così come il ricorso al lavoro freelance. Ci sarà un bisogno crescente di strumenti per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di servizi, la pianificazione del lavoro, la definizione di budget e obiettivi, la condivisione di risorse. Con molti mercati tradizionali sconvolti dalla pandemia e dall’impatto del digitale, nasceranno nuove professioni, mentre quelle “vecchie” dovranno trovare nuovi strumenti e spazi per prosperare.

Ecommerce, Supply Chain e logistica

 La penetrazione dell’e-commerce ha raggiunto il 33% entro la metà del 2020, mentre la previsione pre-Covid-19 era del 24% entro il 2024.
Piattaforme come Amazon e Shopify dominano il settore, ma questo non significa che non ci siano opportunità per i nuovi entranti nel mercato.
Ad esempio, poiché sempre più rivenditori operano online, c’è un aumento nei problemi di supply chain e logistica da risolvere nel modo più efficiente possibile. Alcuni dei principali modelli di business che hanno attratto finanziamenti nell’e-commerce nel 2020 includono logistica end-to-end, gestione dei carrelli e servizi di integrazione multicanale.

Mercati in rapida ripresa post Covid

Secondo Dealroom, alcuni mercati oggi penalizzati dalle restrizioni torneranno a crescere rapidamente per fronteggiare nuovi bisogni della società. Tra questi la micromobilità, il car sharing, la vendita di auto o mezzi propri, che permetteranno di ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici. La richiesta di postazioni di lavoro in coworking tornerà a salire, a fronte dell’aumento del lavoro remoto e della riduzione degli spazi adibiti a grandi uffici. Serviranno nuove professionalità per coprire nuovi bisogni e quindi anche le piattaforme per le offerte di lavoro entreranno in nuova fase. Crescerà anche la domanda di servizi digitali bancari e assicurativi. 

Filippo Golin

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